Per misurare l’intensità di un sisma, cioè i danni che causa in una determinata area si utilizza la scala Mercalli. Gli effetti di un terremoto non dipendono solo dall’energia sprigionata, ma anche dalla profondità dell’ipocentro, dalla natura del terreno e dalla quantità e dal tipo di edifici costruiti. Perciò è importante conoscere la scala Mercalli, per capire quali sono le aree più a rischio e quali misure di prevenzione e protezione sismica adottare.
Cos’è la scala Mercalli?
La scala Mercalli è una scala utilizzata in sismografia che misura l’intensità di un terremoto e quindi tutti i danni visibili nell’area colpita. L’intensità di un terremoto è data dalla valutazione dei suoi effetti distruttivi, descritti attraverso 12 gradi:
- Strumentale: non viene avvertita dagli uomini, ma solo dai sismografi.
- Debole: avvertita solo in condizioni particolari.
- Leggera: percepita da pochi individui.
- Moderata: percepita da molte persone, causa danni limitati.
- Piuttosto forte: avvertita da molte persone.
- Forte: può provocare lesioni a edifici.
- Molto forte: causa lesioni piuttosto gravi a edifici.
- Distruttiva: rovina parzialmente edifici e può provocare vittime.
- Rovinosa: può rovinare totalmente edifici e provocare molte vittime.
- Disastrosa: provoca il crollo di molti edifici, numerose vittime e crepacci nel terreno.
- Molto disastrosa: causa la distruzione di agglomerati urbani, molte vittime, frane e crepacci.
- Catastrofica: porta al danneggiamento totale e allo sconvolgimento del suolo.
I gradi che vanno dal primo al quinto riguardano sismi con un impatto limitato sul territorio e persone, in quanto vengono avvertiti in maniera limitata e non provocano particolari disagi. Al contrario, i gradi della scala dal sesto al dodicesimo rappresentano intensità molto forti, che possono causare problemi strutturali agli edifici e diverse vittime.
La storia della scala Mercalli
La scala Mercalli è stata introdotta nel 1883 dal sismologo italiano Giuseppe Mercalli (1850 – 1914) e prende origine dalla scala Rossi-Forel. Inizialmente prevedeva 6 gradi, portati poi a 10 nel 1888. In quell’anno la scala venne ufficialmente riconosciuta dalla Direzione dell’Ufficio Centrale di Meteorologia e Geodinamica di Roma per la classificazione dei terremoti. In seguito, nel 1904, la scala raggiunse i 12 gradi, grazie ad una proposta del fisico italiano Adolfo Cancani. Tale cambiamento venne approvato solo in seguito al terremoto di Messina del 1908, che fu particolarmente catastrofico.
Successivamente, nel 1930 venne fatto un ulteriore aggiornamento dal geofisico tedesco August Henrich Sieberg. Dunque, la scala oggi è conosciuta anche con il nome di “scala MCS” (Mercalli-Cancani-Sieberg).
La scala MCS è oggi la scala ufficiale della Commissione Sismologica Internazionale. Inoltre, è diventata più precisa, in quanto è in grado di descrivere in maniera puntuale gli effetti relativi ad ogni grado, introducendo indicazioni sul numero di persone che avvertono le scosse, sugli edifici danneggiati e sulle conseguenze ambientali.
Come funziona la scala Mercalli?
La scala Mercalli si basa su un principio di generalità, per cui si valutano gli effetti complessivi di un sisma in una determinata zona. Concretamente, per assegnare il grado di intensità si paragonano le osservazioni fatte durante i rilievi con il quadro diagnostico descritto nei gradi della scala. È poi possibile assegnare al sisma i “mezzi gradi” quando supera le caratteristiche di un determinato grado, ma non raggiunge ancora quello superiore.
Dunque, quando si verifica un terremoto, si procede alla rilevazione dei danni e si crea una carta delle isosisme. Questa carta è costituita da linee che congiungono i punti con la stessa intensità sismica. Più ci si allontana dall’epicentro più l’intensità diminuisce. Per rilevare l’intensità di un terremoto si effettuano, quindi, delle analisi sul luogo, valutando il grado di danneggiamento e attribuendogli un valore sulla scala. Successivamente, si eseguono altre analisi approfondite con fine scientifico. Questa valutazione finale si esegue utilizzando l’European Macroseismic Scale EMS98, una scala che considera la tipologia delle strutture colpite.
Scala Richter e Scala Mercalli: differenze e complementarità
Un’altra scala comunemente utilizzata per la valutazione dei sismi è la Richter, che misura la magnitudo. A differenza della scala Richter, che misura l’energia sprigionata in modo scientifico, la scala Mercalli descrive le conseguenze di un sisma su ambiente e popolazione. Entrambe queste misure sono molto importanti per avere una descrizione accurata del terremoto ed è possibile convertire una magnitudo in gradi Mercalli, attraverso una tabella di conversione. Quest’ultima non è stata creata da un unico ente, ma dalla comparazione di diverse analisi sismiche ed è in continuo aggiornamento.
È infine importante considerare che, essendo due scale con valori differenti, la loro relazione non è lineare. Inoltre, entrambe le scale hanno dei limiti di applicabilità e possono non essere adatte a descrivere tutti i sismi in modo accurato, in quanto ci sono numerose variabili.
L’importanza di conoscere la scala Mercalli per la prevenzione sismica
La scala Mercalli verifica, quindi, gli effetti visibili di un sisma. La valutazione di questo fattore è essenziale per individuare le aree maggiormente danneggiate e investire su possibili miglioramenti. Conoscere le conseguenze di un terremoto tramite la scala Mercalli permette di capire quali tipologie di edifici sono più vulnerabili e dove intervenire.
In questo contesto, è importante investire in tecnologie innovative come quelle proposte da ISAAC. Un esempio è la tecnologia Active Mass Damper, che riduce le oscillazioni degli edifici in tempo reale, rendendoli sicuri e proteggendo le persone. Attraverso dei sensori installati lungo le mura degli edifici, misura i movimenti sismici e li contrasta attraverso il movimento di masse mobili poste in sommità all’edificio.
Grazie ad Active Mass Damper, la prevenzione sismica diventa una realtà concreta e utile per proteggere vite, centri urbani e patrimonio edilizio.


