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Ristrutturazione antisismica di un condominio: quando è necessaria e come procedere

Il 75% del patrimonio edilizio italiano è stato realizzato antecedentemente al 1974, anno della prima legge nazionale specifica in merito di costruzioni antisismiche, dunque è stato realizzato non tenendo in considerazione i principi della progettazione antisismica.
Adeguare i fabbricati esistenti, in riferimento alle nuove classi di rischio sismico (basate sui criteri di pericolosità, vulnerabilità ed esposizione all’evento) e alla luce delle più recenti tecnologie impiegate nel settore, risulta essere di primaria importanza per la salute degli edifici e degli abitanti.

 

Condominio da ristrutturare? I segnali da considerare.

Ci sono diversi segnali che possono testimoniare un peggioramento strutturale del condominio e quindi un incrementato livello di pericolosità a fronte di un evento sismico.
Le crepe rappresentano il più frequente campanello di allarme per un problema all’edificio. Per comprenderne la gravità e quindi la pericolosità è opportuno valutarne la forma, la dimensione, la dislocazione e anche i cambiamenti nel corso del tempo.

 

Crepa in un condominio danneggiato da un terremoto. Condominio da ristrutturare

 

Anche le ossidazioni delle barre d’armatura sono segnali di deterioramento degli edifici in cemento armato. Problemi strutturali possono derivare anche da infiltrazioni d’acqua e quindi da fenomeni corrosivi in atto, segnalati da umidità, muffe e rigonfiamento dell’intonaco.
Ancora più preoccupanti sono gli scricchiolii derivanti dalla dilatazione termica dei materiali o da vibrazioni meccaniche e strutturali. Ogni segnale non va sottovalutato ma interpretato per verificare la necessità di una ristrutturazione antisismica del condominio. Infatti, possono essere effettuati specifici interventi antisismici su edifici in cemento armato per mettere in sicurezza l’edificio.

 

Come si può intervenire su un condominio?

La ristrutturazione antisismica di un’abitazione può riguardare il ripristino della piena funzionalità, operando su singoli elementi o porzioni della costruzione, oppure apportando modifiche alla struttura portante come ampliamenti e incrementi volumetrici.
Dopo un’attenta valutazione della situazione del condominio, gli interventi più frequenti riguardano lavori per introdurre giunti sismici in grado di incrementare l’elasticità della struttura in caso di eventi sismici o sistemi passivi come gli isolatori sismici posti tra le fondazioni e la restante struttura.
Un intervento antisismico non invasivo è quello realizzato grazie al dispositivo antisismico attivo realizzato da ISAAC: l’installazione di questo sistema di protezione sismica contrasta le oscillazioni della struttura durante il terremoto per salvaguardare l’edificio.

Questi interventi garantiscono un adeguato livello di sicurezza del condominio a fronte di un impegno economico sostenibile, soprattutto usufruendo del Super Sismabonus al 110%.

Quali sono i poteri dell’amministratore per procedere alla ristrutturazione di un condominio?

Eventuali danni al condominio, che possono far sorgere il dubbio sulla necessità di un intervento di ristrutturazione antisismica, possono essere evidenziati da ciascun condomino o dall’amministratore stesso, soprattutto in caso di imminente pericolosità. Basti pensare a calcinacci o crepe riscontrabili nell’edificio e a tutti quei casi in cui un ritardo può incrementare il propagarsi del danno.
Un amministratore può agire in autonomia quando le operazioni sono necessarie a garantire la sicurezza dell’edificio per i suoi abitanti. In tutte le altre situazioni che richiedono interventi strutturali più complessi è necessaria la deliberazione dell’assemblea dei condomini sui lavori da effettuare, a fronte di preventivi di spesa sottoposti dall’amministratore.
Questo, solitamente, porta a cantieri e rumori molesti che si protraggono per più giorni, a meno che non si scelga di optare per un sistema di isolamento antisismico attivo che, per essere montato, causa problemi di rumore minori dei cantieri.

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