RISCHIO SISMICO: TRA CONSAPEVOLEZZA E IMMOBILISMO

14 Mag 2025 | Cultura Antisismica, Tecnologie e Tecniche

ISAAC RISCHIO SISMICO: TRA CONSAPEVOLEZZA E IMMOBILISMO. cosa pensa davvero chi decide?

L’indagine ISAAC-BIG svela il vero ostacolo alla prevenzione: la percezione distorta del rischio

Prevenire significa conoscere. Ma cosa succede se la percezione del rischio è alterata? Se chi prende le decisioni sottostima il pericolo? Questo è uno dei principali risultati emersi dalla ricerca realizzata da ISAAC, azienda leader nella protezione sismica, insieme a BIG – Business Intelligence Group.

Attraverso un’analisi che ha coinvolto più di 500 enti tra strutture sanitarie, religiose e aziende, la ricerca ha messo in luce una frattura profonda tra il rischio reale certificato dalle classificazioni sismiche e la percezione soggettiva di chi gestisce gli edifici.

 

Quando il rischio “non si vede”, non si previene

Uno dei dati più evidenti riguarda il disallineamento tra realtà e percezione:

  • In zona sismica 1 (massimo rischio), diversi intervistati hanno dichiarato di considerare la loro area “a basso rischio”​.
  • In molte RSA e strutture religiose, il giudizio sulla pericolosità sismica si basa su esperienza personale e memoria storica, non su dati tecnici o aggiornamenti geologici.

Questa distorsione percettiva porta a un effetto domino: se il rischio non è percepito, non viene affrontato, e la prevenzione sismica scivola all’ultimo posto nelle priorità.

 

La prevenzione? Un punto critico

Alla domanda: “Qual è la vostra priorità nei prossimi 24 mesi?”, le risposte sono:

  • Solo il 14% delle ASL, il 7% delle aziende e appena il 2% delle parrocchie indica la prevenzione antisismica come area d’intervento prioritaria​.
  • In cima alle preoccupazioni ci sono la prevenzione incendi, la sicurezza delle facciate e, nel caso delle strutture sanitarie, la filtrazione dell’acqua.
  • Anche dove esiste consapevolezza, si tende a rimandare gli interventi strutturali “a data da destinarsi”, in attesa di fondi, emergenze o direttive superiori​.

La ricerca mostra che la prevenzione non è un riflesso culturale automatico, ma qualcosa che ancora va stimolato:

  • Solo una minoranza di strutture effettua monitoraggi regolari sul rischio sismico.
  • La prevenzione viene spesso affidata alla buona volontà del singolo tecnico o direttore, senza una programmazione strategica.
  • In ambito ecclesiastico, molte strutture si affidano a sopralluoghi sporadici o a iniziative locali, mancando di una visione sistemica​.

 

La sicurezza parte dalla percezione

Quello che emerge con forza è un dato culturale: la prevenzione sismica in Italia è ancora vissuta come un optional, e non come un investimento necessario.

Per cambiare le cose servono tre azioni immediate:

  1. Migliorare la comunicazione del rischio, rendendolo comprensibile, contestualizzato e visibile.
  2. Fornire strumenti pratici ai decisori locali, soprattutto in ambiti dove il budget è limitato e le competenze tecniche scarse.
  3. Incentivare economicamente chi agisce prima, non solo chi interviene dopo il danno.

 

 

Una soluzione utile per cambiare

La ricerca realizzata da ISAAC e BIG mostra che il vero terremoto da affrontare oggi è quello della coscienza collettiva. Perché senza una percezione chiara, i dati restano dati e non si convertono in informazioni utili per agire. E con essi, rimangono fermi anche le opportunità di salvare vite e beni.

ISAAC crede fermamente che la prevenzione sismica debba essere accessibile, trasparente e basata su dati concreti. Per questo, oltre a promuovere attività di ricerca, l’azienda mette a disposizione il proprio know-how tecnico e operativo per consulenze gratuite.

 

 

  I tecnici ISAAC sono disponibili per effettuare valutazioni preliminari senza impegno su edifici pubblici, sanitari, religiosi e produttivi, al fine di identificare eventuali vulnerabilità e opportunità di intervento. Un modo concreto per accompagnare enti e organizzazioni in un percorso di sicurezza consapevole e sostenibile, prima che si verifichi l’emergenza.

 

La necessità della ricerca

“Per noi di BIG, ogni ricerca nasce dall’ascolto delle persone e dalla comprensione profonda del contesto in cui operiamo. Con il nostro approccio personalizzato, come in un Atelier, trasformiamo i dati in insight strategici, creando valore e orientando le decisioni verso soluzioni innovative. Ogni giorno investiamo nella crescita del nostro team e coltiviamo un dialogo costante con le migliori università, perché crediamo che l’innovazione e la ricerca continua di nuove soluzioni nasca anche dal confronto con il mondo accademico.”

Team BIG – Business Intelligence Group

“Per noi di ISAAC, innovare significa prima di tutto ascoltare e comprendere il contesto in cui operiamo. La collaborazione con BIG nasce proprio dall’esigenza di avere una visione ancora più chiara e aggiornata del mercato della sismica, delle sue esigenze e delle sue evoluzioni. Questa attività ci ha dato accesso a dati strategici e insight preziosi, che ci permetteranno di migliorare l’efficacia delle nostre soluzioni e portare valore concreto alle comunità e agli edifici che vogliamo proteggere. È un passo importante per orientare con maggiore consapevolezza le nostre scelte strategiche e continuare a sviluppare soluzioni capaci di rispondere in modo concreto alle sfide della protezione sismica.”

Team ISAAC

 

 

Un approfondimento: Cos’è il Rischio Sismico

Il rischio sismico è una valutazione quantitativa delle conseguenze attese di un evento sismico su un determinato territorio o su un sistema strutturale. Esso rappresenta la combinazione tra la probabilità che si verifichi un terremoto di una certa intensità e la vulnerabilità ed esposizione degli elementi presenti nell’area interessata.

Definizione formale

Il rischio sismico può essere espresso dalla seguente relazione concettuale:   

Dove:

  • R = Rischio sismico

  • H (Hazard) = Pericolosità sismica: probabilità che in un certo intervallo di tempo e in una determinata area si verifichi un sisma di una data intensità.

  • V (Vulnerability) = Vulnerabilità: misura della propensione di una struttura a subire danni, data una certa intensità sismica.

  • E (Exposure) = Esposizione: valore e densità dei beni a rischio (popolazione, edifici, infrastrutture, attività economiche, ecc.).

 

Come si calcola il Rischio Sismico

Il calcolo del rischio sismico richiede l’integrazione di dati provenienti da più ambiti disciplinari:

1. Pericolosità sismica (H)

  • Si basa su dati storici e modelli sismotettonici.

  • In Italia, la mappa della pericolosità sismica è fornita dall’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia).

  • Parametri chiave:

    • Magnitudo attesa

    • Frequenza degli eventi

    • Accelerazione attesa al suolo (PGA)

2. Vulnerabilità strutturale (V)

  • Valutata per ciascun edificio o classe tipologica (muratura, cemento armato, prefabbricati, ecc.).

  • Deriva da:

    • Analisi strutturali (analisi pushover, dinamiche, FEM)

    • Indici come IS-V (Indice di Sicurezza Sismica)

    • Studi sperimentali o empirici (curva di fragilità)

3. Esposizione (E)

  • Include:

    • Numero e valore economico degli edifici

    • Densità abitativa

    • Presenza di infrastrutture critiche (ospedali, scuole, viabilità)

  • Si basa su dati catastali, censimenti ISTAT, open data, rilievi GIS.

 

 

Normativa Italiana di Riferimento

In Italia, il rischio sismico è disciplinato da diverse normative e linee guida tecniche che integrano il concetto nei processi di progettazione, valutazione e mitigazione del rischio.

 

Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018)

  • Decreto Ministeriale 17 gennaio 2018

  • Introduce criteri per la valutazione della sicurezza sismica delle strutture esistenti e per la progettazione antisismica.

  • Classificazione degli stati limite (SLD, SLO, SLV, SLC)

  • Valutazione della vita utile e del tempo di ritorno del sisma di progetto

OPCM 3274/2003 e ss.mm.ii.

  • Ordinanza che ha introdotto per la prima volta la zonazione sismica a livello nazionale.

  • Stabilisce la necessità della valutazione del rischio sismico per gli edifici strategici e rilevanti.

 

Classificazione Sismica degli Edifici (Sismabonus)

  • DM 28 febbraio 2017 e successivi aggiornamenti.

  • Introduce le classi di rischio sismico (da A+ a G), in analogia con quelle energetiche.

  • Classificazione basata su:

    • Indice di sicurezza (IS-V)

    • Perdita annuale media attesa (PAM): esprime il rischio in termini economici (% del costo di ricostruzione per anno)

Normativa Regionale

Regioni e Comuni possono imporre ulteriori obblighi in materia di rischio sismico per:

    • Piani regolatori

    • Valutazione di impatto ambientale

    • Opere pubbliche

Applicazioni pratiche

  • Pianificazione territoriale: valutazione di scenari di rischio urbano e prioritizzazione degli interventi.

  • Protezione civile: stesura di piani di emergenza e gestione post-sisma.

  • Progettazione edilizia: scelta delle strategie di miglioramento o adeguamento sismico.

  • Sismabonus e detrazioni fiscali: stima del rischio per ottenere incentivi.

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