ISAAC RISCHIO SISMICO: TRA CONSAPEVOLEZZA E IMMOBILISMO. cosa pensa davvero chi decide?
L’indagine ISAAC-BIG svela il vero ostacolo alla prevenzione: la percezione distorta del rischio
Prevenire significa conoscere. Ma cosa succede se la percezione del rischio è alterata? Se chi prende le decisioni sottostima il pericolo? Questo è uno dei principali risultati emersi dalla ricerca realizzata da ISAAC, azienda leader nella protezione sismica, insieme a BIG – Business Intelligence Group.
Attraverso un’analisi che ha coinvolto più di 500 enti tra strutture sanitarie, religiose e aziende, la ricerca ha messo in luce una frattura profonda tra il rischio reale certificato dalle classificazioni sismiche e la percezione soggettiva di chi gestisce gli edifici.
Quando il rischio “non si vede”, non si previene
Uno dei dati più evidenti riguarda il disallineamento tra realtà e percezione:
- In zona sismica 1 (massimo rischio), diversi intervistati hanno dichiarato di considerare la loro area “a basso rischio”.
- In molte RSA e strutture religiose, il giudizio sulla pericolosità sismica si basa su esperienza personale e memoria storica, non su dati tecnici o aggiornamenti geologici.
Questa distorsione percettiva porta a un effetto domino: se il rischio non è percepito, non viene affrontato, e la prevenzione sismica scivola all’ultimo posto nelle priorità.
La prevenzione? Un punto critico
Alla domanda: “Qual è la vostra priorità nei prossimi 24 mesi?”, le risposte sono:
- Solo il 14% delle ASL, il 7% delle aziende e appena il 2% delle parrocchie indica la prevenzione antisismica come area d’intervento prioritaria.
- In cima alle preoccupazioni ci sono la prevenzione incendi, la sicurezza delle facciate e, nel caso delle strutture sanitarie, la filtrazione dell’acqua.
- Anche dove esiste consapevolezza, si tende a rimandare gli interventi strutturali “a data da destinarsi”, in attesa di fondi, emergenze o direttive superiori.
La ricerca mostra che la prevenzione non è un riflesso culturale automatico, ma qualcosa che ancora va stimolato:
- Solo una minoranza di strutture effettua monitoraggi regolari sul rischio sismico.
- La prevenzione viene spesso affidata alla buona volontà del singolo tecnico o direttore, senza una programmazione strategica.
- In ambito ecclesiastico, molte strutture si affidano a sopralluoghi sporadici o a iniziative locali, mancando di una visione sistemica.
La sicurezza parte dalla percezione
Quello che emerge con forza è un dato culturale: la prevenzione sismica in Italia è ancora vissuta come un optional, e non come un investimento necessario.
Per cambiare le cose servono tre azioni immediate:
- Migliorare la comunicazione del rischio, rendendolo comprensibile, contestualizzato e visibile.
- Fornire strumenti pratici ai decisori locali, soprattutto in ambiti dove il budget è limitato e le competenze tecniche scarse.
- Incentivare economicamente chi agisce prima, non solo chi interviene dopo il danno.
Una soluzione utile per cambiare
La ricerca realizzata da ISAAC e BIG mostra che il vero terremoto da affrontare oggi è quello della coscienza collettiva. Perché senza una percezione chiara, i dati restano dati e non si convertono in informazioni utili per agire. E con essi, rimangono fermi anche le opportunità di salvare vite e beni.
ISAAC crede fermamente che la prevenzione sismica debba essere accessibile, trasparente e basata su dati concreti. Per questo, oltre a promuovere attività di ricerca, l’azienda mette a disposizione il proprio know-how tecnico e operativo per consulenze gratuite.
I tecnici ISAAC sono disponibili per effettuare valutazioni preliminari senza impegno su edifici pubblici, sanitari, religiosi e produttivi, al fine di identificare eventuali vulnerabilità e opportunità di intervento. Un modo concreto per accompagnare enti e organizzazioni in un percorso di sicurezza consapevole e sostenibile, prima che si verifichi l’emergenza.
La necessità della ricerca
“Per noi di BIG, ogni ricerca nasce dall’ascolto delle persone e dalla comprensione profonda del contesto in cui operiamo. Con il nostro approccio personalizzato, come in un Atelier, trasformiamo i dati in insight strategici, creando valore e orientando le decisioni verso soluzioni innovative. Ogni giorno investiamo nella crescita del nostro team e coltiviamo un dialogo costante con le migliori università, perché crediamo che l’innovazione e la ricerca continua di nuove soluzioni nasca anche dal confronto con il mondo accademico.”
Team BIG – Business Intelligence Group
“Per noi di ISAAC, innovare significa prima di tutto ascoltare e comprendere il contesto in cui operiamo. La collaborazione con BIG nasce proprio dall’esigenza di avere una visione ancora più chiara e aggiornata del mercato della sismica, delle sue esigenze e delle sue evoluzioni. Questa attività ci ha dato accesso a dati strategici e insight preziosi, che ci permetteranno di migliorare l’efficacia delle nostre soluzioni e portare valore concreto alle comunità e agli edifici che vogliamo proteggere. È un passo importante per orientare con maggiore consapevolezza le nostre scelte strategiche e continuare a sviluppare soluzioni capaci di rispondere in modo concreto alle sfide della protezione sismica.”
Team ISAAC
Un approfondimento: Cos’è il Rischio Sismico
Il rischio sismico è una valutazione quantitativa delle conseguenze attese di un evento sismico su un determinato territorio o su un sistema strutturale. Esso rappresenta la combinazione tra la probabilità che si verifichi un terremoto di una certa intensità e la vulnerabilità ed esposizione degli elementi presenti nell’area interessata.
Definizione formale
Il rischio sismico può essere espresso dalla seguente relazione concettuale:
Dove:
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R = Rischio sismico
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H (Hazard) = Pericolosità sismica: probabilità che in un certo intervallo di tempo e in una determinata area si verifichi un sisma di una data intensità.
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V (Vulnerability) = Vulnerabilità: misura della propensione di una struttura a subire danni, data una certa intensità sismica.
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E (Exposure) = Esposizione: valore e densità dei beni a rischio (popolazione, edifici, infrastrutture, attività economiche, ecc.).
Come si calcola il Rischio Sismico
Il calcolo del rischio sismico richiede l’integrazione di dati provenienti da più ambiti disciplinari:
1. Pericolosità sismica (H)
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Si basa su dati storici e modelli sismotettonici.
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In Italia, la mappa della pericolosità sismica è fornita dall’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia).
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Parametri chiave:
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Magnitudo attesa
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Frequenza degli eventi
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Accelerazione attesa al suolo (PGA)
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2. Vulnerabilità strutturale (V)
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Valutata per ciascun edificio o classe tipologica (muratura, cemento armato, prefabbricati, ecc.).
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Deriva da:
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Analisi strutturali (analisi pushover, dinamiche, FEM)
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Indici come IS-V (Indice di Sicurezza Sismica)
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Studi sperimentali o empirici (curva di fragilità)
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3. Esposizione (E)
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Include:
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Numero e valore economico degli edifici
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Densità abitativa
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Presenza di infrastrutture critiche (ospedali, scuole, viabilità)
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Si basa su dati catastali, censimenti ISTAT, open data, rilievi GIS.
Normativa Italiana di Riferimento
In Italia, il rischio sismico è disciplinato da diverse normative e linee guida tecniche che integrano il concetto nei processi di progettazione, valutazione e mitigazione del rischio.
Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018)
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Decreto Ministeriale 17 gennaio 2018
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Introduce criteri per la valutazione della sicurezza sismica delle strutture esistenti e per la progettazione antisismica.
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Classificazione degli stati limite (SLD, SLO, SLV, SLC)
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Valutazione della vita utile e del tempo di ritorno del sisma di progetto
OPCM 3274/2003 e ss.mm.ii.
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Ordinanza che ha introdotto per la prima volta la zonazione sismica a livello nazionale.
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Stabilisce la necessità della valutazione del rischio sismico per gli edifici strategici e rilevanti.
Classificazione Sismica degli Edifici (Sismabonus)
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DM 28 febbraio 2017 e successivi aggiornamenti.
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Introduce le classi di rischio sismico (da A+ a G), in analogia con quelle energetiche.
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Classificazione basata su:
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Indice di sicurezza (IS-V)
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Perdita annuale media attesa (PAM): esprime il rischio in termini economici (% del costo di ricostruzione per anno)
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Normativa Regionale
Regioni e Comuni possono imporre ulteriori obblighi in materia di rischio sismico per:
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Piani regolatori
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Valutazione di impatto ambientale
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Opere pubbliche
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Applicazioni pratiche
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Pianificazione territoriale: valutazione di scenari di rischio urbano e prioritizzazione degli interventi.
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Protezione civile: stesura di piani di emergenza e gestione post-sisma.
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Progettazione edilizia: scelta delle strategie di miglioramento o adeguamento sismico.
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Sismabonus e detrazioni fiscali: stima del rischio per ottenere incentivi.



