Ospedale San Martino: il progetto di miglioramento sismico raccontato da ISAAC

30 Gen 2026 | Cultura Antisismica, ISAAC review

Ospedale San Martino: il progetto di miglioramento sismico raccontato da ISAAC

Quando si lavora su un ospedale in esercizio, il problema non è solo progettare una soluzione efficace, ma farla convivere con una struttura che non può mai fermarsi. Nel progetto di miglioramento sismico del Policlinico San Martino di Genova, questa è stata la condizione di partenza che ha guidato ogni scelta.

«L’esigenza era molto chiara fin dall’inizio», racconta Matteo Rosti, Supply Chain Manager di ISAAC. «Mettere in sicurezza l’edificio senza interrompere le attività ospedaliere. Con le tecniche tradizionali, semplicemente, non era possibile».

Quando la tecnologia deve adattarsi al contesto

Uno degli aspetti più importanti è stato tradurre una soluzione avanzata in un intervento realmente efficace. «Serviva una soluzione modulabile e poco invasiva», spiega Matteo Rosti, sottolineando come il problema non fosse solo strutturale, ma operativo.

Nel caso del San Martino, questo ha significato lavorare su edifici con:

  • spazi tecnici limitati

  • un’elevata presenza impiantistica

  • vincoli di accesso tipici di un ospedale attivo

Il ruolo di ISAAC tra progettazione e realizzazione

ISAAC non ha avuto un ruolo limitato alla fornitura della tecnologia. «In questi casi affianchiamo il progettista fin dall’inizio», spiega. «L’obiettivo è trovare insieme la soluzione migliore e poi portarla fino alla messa in opera e al collaudo». Per limitare l’impatto sulle attività interne, i dispositivi sono stati installati in copertura. Dal punto di vista dell’ospedale, l’intervento è risultato poco visibile, rapido e non invasivo.

«Parliamo di componenti meccaniche ed elettriche installate all’esterno dell’edificio», racconta Rosti. «È questo che rende l’intervento compatibile con edifici pubblici complessi come gli ospedali».

Una volta installato, il sistema continua a dialogare con l’edificio. Ogni struttura è dotata di un computer centrale che governa i dispositivi e raccoglie i dati dai sensori.  «Il sistema è controllato e monitorato in tempo reale, anche da remoto», spiega Rosti. «Questo ci consente di ottenere un monitoraggio continuo sulla struttura».

 

Protezione sismica come responsabilità condivisa

L’intervento al Policlinico San Martino di Genova si è svolto mantenendo operative funzioni sanitarie critiche, reparti, sale operatorie e percorsi di emergenza. Un risultato che nasce dall’integrazione tra tecnologia, metodo e attenzione costante al contesto reale in cui si opera.

Questa esperienza racconta un modo preciso di intendere la protezione sismica delle infrastrutture strategiche: non come un vincolo progettuale, ma come una leva per garantire continuità, resilienza e sicurezza nel tempo.

Perché proteggere un ospedale significa proteggere le persone che lo vivono ogni giorno e la comunità che da esso dipende. E quando si parla di sicurezza, soprattutto in edifici che non possono fermarsi, la continuità non è un’opzione: è parte integrante del progetto.

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