Scheda tecnica
Installazione completata
Avellino – Campanile
Tipologia di edificio (residenziale,pubblico,ecc…) | Torre campanaria |
Anno di costruzione | 1100 circa |
Luogo e zona sismica | Grottaminarda (Avellino), Campania Zona sismica 1 |
Materiale di costruzione | Muratura irregolare |
Piani e mq | 3 orizzontamenti |
Obiettivo del committente da soddisfare | Miglioramento sismico con raggiungimento di un indice di sicurezza di almeno 10% |
Tipologia di intervento | 1) ancoraggio alla base del nucleo interno in c.a. attualmente presente riferito all’intervento post terremoto dell’80; 2) inserimento alla quota della cella campanaria di sistema tipo AMD a smorzamento attivo sulla prima forma modale del campanile; 3) ristilatura dei giunti di malta muratura esterna; 4) iniezioni profonde tra il setto in c.a. e la muratura esistente; 5) rinforzo dei solai in c.a. con elementi in acciaio |
N. dispositivi ISAAC installati | 1 asse inerziale (Electro-Pro 20x) |
Soluzioni di retrofit in partnership per raggiungere l’obiettivo | Non eseguite |
Breve descrizione generica del progetto | Il campanile, di proprietà dell’Arciconfraternita, prima dell’intervento presentava diverse necessità strutturali, tipiche degli edifici storici in muratura:
Il progetto ha previsto un miglioramento sismico, con l’obiettivo dichiarato di incrementare l’indice di sicurezza IS-V di almeno il 10%, senza snaturare il bene né ricorrere a soluzioni invasive incompatibili con il valore storico dell’edificio. ISAAC è stata coinvolta su contatto diretto dei progettisti che avevano l’incarico, gli Ingegneri Loffa e Amura. Da subito si è instaurata una collaborazione stretta e trasparente, basata sull’obiettivo comune di coniugare sicurezza, rispetto del bene storico e sostenibilità dei lavori. |
Perché ISAAC e in che modo è stata vantaggiosa | La scelta della tecnologia ISAAC si è rivelata decisiva: in una struttura storica vincolata, dove ogni intervento deve essere reversibile, leggibile e rispettoso dell’identità architettonica, il sistema ISAAC consente di controllare le vibrazioni e ridurre la risposta sismica senza alterare la materia storica o deturpare il bene. “La collaborazione con i progettisti del sistema è stata fondamentale: insieme abbiamo affrontato sia le sfide di installazione, legate agli spazi ridotti, sia quelle teoriche, sviluppando modelli FEM in grado di stimare la risposta della struttura dopo l’intervento. Il risultato atteso è un miglioramento sismico complessivo di circa il 40%, ben oltre il 10% richiesto dalla committenza, ottenuto senza interventi invasivi sulla struttura storica, poiché l’installazione ha interessato esclusivamente il nucleo interno realizzato negli anni ’90.” – commentano l’Ing. Amura e Loffa che hanno seguito il progetto lato committenza. |

Pianta piano tipo dell’edificio protetto.