Le strutture sanitarie rappresentano degli edifici strategici ai fini dell’attività di produzione civile e rappresentano un elemento chiave nella catena dei soccorsi dopo un terremoto. Quando un sisma colpisce un’area vasta e popolosa, può compromettere la funzionalità di più strutture sanitarie contemporaneamente. Per questo motivo, non basta che un singolo ospedale resti operativo: è fondamentale assicurarsi che l’intera rete ospedaliera della zona sia in grado di resistere all’impatto e rispondere efficacemente all’aumento improvviso delle richieste di cura.
Perché molti ospedali italiani sono ancora a rischio sismico?
In Italia sono ancora molti gli ospedali che non sono adeguatamente protetti contro il rischio sismico. Le motivazioni di questa mancanza possono essere associate a diverse cause, come il fatto che parte delle strutture sanitarie è stata costruita prima dell’introduzione delle moderne normative antisismiche, oppure a causa dei lunghi tempi e delle risorse consistenti di una ristrutturazione antisismica. Nonostante questo, le norme attuali non stabiliscono dei criteri abbastanza precisi per quanto riguarda la progettazione e la valutazione sismica degli ospedali.
Scopri cosa prevedono le regolamentazioni italiane nell’articolo: Sicurezza negli ospedali: ecco cosa prevede la normativa
Vista la vulnerabilità strutturale di molte infrastrutture sanitarie italiane e della mancanza di precise disposizioni, è indispensabile pianificare delle azioni di prevenzione sismica, basate su criteri di rischio sismico e sulla disponibilità economica.
La storia insegna: la vulnerabilità degli ospedali
In passato si sono verificate diverse emergenze sismiche, che hanno evidenziato la necessità di adottare un piano di emergenza che sia innovativo e che prevenga danni strutturali agli edifici e l’interruzione delle cure sanitarie. Alcuni esempi sono:
- Terremoto dell’Irpinia e Basilicata del 23 novembre 1980: colpì l’ospedale di Sant’Angelo dei Lombardi, costruito in accordo alle norme sismiche del tempo, che subì un crollo. Anche altri ospedali in prossimità subirono diversi danni strutturali e agli impianti. Il terremoto ebbe una magnitudo di 6.9 (X grado della scala Mercalli) con epicentro nell’Irpinia meridionale, tra Teora, Castelnuovo di Conza e Conza della Campania. Tale sisma provocò circa 280.000 sfollati, 10.000 feriti e 3.000 morti.
- Terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009: colpì l’ospedale San Salvatore (500 posti letto) e altre strutture sanitarie della zona. L’ospedale danneggiato aveva una struttura in cemento armato ed era stato progettato per una zona sismica in seconda categoria, caratterizzata da edifici di 3 o 5 piani di altezza, collegati da un percorso sopraelevato. Il terremoto causò 1.500 feriti, con 40.000 sfollati e circa 300 vittime, con una magnitudo di 6.3. Ci furono numerosi danni strutturali e non strutturali, un solo edificio fu dichiarato agibile, 3 si rivelarono inagibili e nei restanti 10 ci furono degli interventi di ristrutturazione. L’emergenza provocò l’evacuazione dell’intero ospedale, costringendo l’interruzione dei servizi di cure.
- Terremoto dell’Emilia del 20 e 29 maggio 2012: una sequenza sismica interessò gli ospedali di Carpi, Mirandola e Finale Emilia, con una magnitudo di 5.8 il primo giorno e di 5.9 l’ultimo, gli ospedali riportarono sia danni strutturali che non strutturali, causando 27 vittime. Nello specifico colpì gli ospedali di Santa Maria Bianca di Mirandola (200 posti letto) e il Ramazzini di Carpi (280 posti letto), che vennero evacuati e rimasero inattivi per alcuni mesi. Le strutture riportarono diversi danni a tamponature, rivestimenti esterni e tramezzature. Inoltre, ci furono problemi tecnici negli edifici adiacenti, negli impianti di condizionamento e ad apparecchiature mediche.
Da questi avvenimenti emerge come le strutture ospedaliere siano molto vulnerabili e, anche quando subiscono limitati danni strutturali, si verificano spesso problemi alle parti non strutturali, come gli impianti e le attrezzature mediche. La mancanza di azioni preventive ha impedito a queste infrastrutture di minimizzare i danni, causando la morte di persone all’interno degli edifici, danneggiamenti strutturali e l’interruzione delle cure.
Le nuove frontiere della tecnologia antisismica: riduzione dell’impatto ambientale
L’innovazione tecnologica rappresenta un fattore fondamentale per migliorare la sicurezza sismica di ospedali e RSA, un elemento imprescindibile che non si può più ignorare. Le tecnologie antisismiche di nuova generazione, infatti, si sono evolute per garantire la tutela delle strutture e delle persone al loro interno, attraverso dispositivi attivi e smart. Investire in questo tipo di soluzioni è una vera e propria strategia verso la prevenzione, per ridurre i tempi, i costi e i danni.
Un altro valore che nell’era moderna deve rappresentare una delle priorità è la sostenibilità, investendo in approcci antisismici che ridimensionano drasticamente l’impatto ambientale, in termini di risorse utilizzate, ad esempio attraverso l’adeguamento e il miglioramento sismico di edifici già esistenti, al posto della costruzione ex novo di nuove strutture. Per fare ciò è necessario comprendere a fondo le caratteristiche strutturali e la vulnerabilità delle strutture sanitarie, adottando tecnologie innovative e materiali avanzati, per contribuire ad allungarne la vita. Dunque, risulta essenziale aprirsi a nuove possibilità di prevenzione sismica attive, digitali e sostenibili.
ISAAC antisismica: una tecnologia innovativa e sostenibile
Per affrontare in modo efficace il rischio sismico delle strutture sanitarie e rispondere alle loro esigenze strategiche, l’adozione di soluzioni tecnologiche avanzate come quelle sviluppate da ISAAC rappresenta una scelta ideale. Il suo sistema Active Mass Damper (AMD) è progettato per proteggere gli edifici dai terremoti in modo dinamico. Le particolarità di questa tecnologia sono versatilità, non invasività e sostenibilità, ottimali per la protezione sismica delle strutture sanitarie, le quali hanno l’esigenza di mantenersi operative. L’obiettivo del sistema Active Mass Damper è quello di contrastare i movimenti della struttura, attraverso masse mobili movimentate da motori elettrici, che smorzano le vibrazioni causate dai sismi, riducendo le oscillazioni. Attraverso una tecnologia all’avanguardia, le soluzioni di ISAAC hanno un impatto positivo e promuovono la sicurezza strutturale e il benessere delle comunità.


