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Il terremoto di Haiti del 2010

Il terremoto di Haiti del gennaio 2010 è stato un terremoto catastrofico di magnitudo 7,0 MW (6,1 nella scala Richter) con epicentro localizzato a circa 25 chilometri in direzione ovest-sud-ovest della città di Port-au-Prince, capitale dello Stato caraibico di Haiti.

Il terremoto del 2010 ad Haiti

Alle ore 16:53 locali di martedì 12 gennaio 2010, un terremoto di magnitudo 7.0, con epicentro a 25 chilometri dalla capitale Port-au-Prince, a 13 km di profondità, sconvolse lo Stato caraibico di Haiti.

Successivamente si registrarono una lunga serie di repliche nelle prime ore successive al sisma, quattordici delle quali di magnitudo compresa tra 5,0 e 5,9 MW.

 

Haiti dopo il terremoto del 2010

Il terremoto si verificò nell’entroterra, in prossimità della zona di faglia Enriquillo-Plantain Garden un sistema di faglie trascorrenti con movimento verso sinistra che fa parte del margine di zolla tra la placca nordamericana e la placca caraibica. Forti scosse dell’intensità si registrarono nell’area della capitale e dei sobborghi adiacenti. Il sisma fu avvertito in una vasta area dei Caraibi comprendente Cuba, Giamaica, Venezuela, Porto Rico e la confinante Repubblica Dominicana.

 

Danni e vittime del terremoto di Haiti del 2010 

il terremoto di Haiti è riconosciuto come il più alto numero di morti secondo solo al Terremoto dello Shaanxi (Cina, 1556) e come uno degli eventi naturali più catastrofici del secolo.

Il sisma di Haiti distrusse gravemente molti edifici della città tra cui il Palazzo Nazionale, la sede dell’Assemblea nazionale di Haiti, la cattedrale e la prigione principale. Le Nazioni Unite affermarono che il quartier generale della missione di peacekeeping MINUSTAH, situato nella capitale, era andato distrutto e che buona parte del personale ONU risultava disperso.

 

Haiti, Palazzo Nazionale dopo il terremoto, 2010

 

Altri importanti edifici gravemente danneggiati furono il Ministero della Finanze, il Palazzo di Giustizia, alcuni sedi scolastiche ed universitarie, oltre alla torre di controllo dell’Aeroporto Internazionale Toussaint Louverture. La maggior parte delle infrastrutture andarono distrutte e questo inevitabilmente provocò ritardi e problemi nella distribuzione degli aiuti umanitari. Tutti gli ospedali della città vennero rasi al suolo o resi inagibili. Il 60% delle strutture sanitarie sull’isola scomparve.

 

Haiti, edifici distrutti dal terremoto del 2010

A causa della povertà e dell’isolamento del Paese non è possibile definire con certezza il numero di vittime del sisma. Mentre le prime fonti indicarono genericamente “migliaia di vittime”, l’ONU ha successivamente dichiarato che il terremoto aveva colpito, direttamente o indirettamente, un terzo della popolazione nazionale. Secondo una stima del 18 febbraio 2010, le vittime sarebbero state circa 260.000, ma almeno quattro milioni di persone furono coinvolte.

 


Macerie del terremoto di Haiti del  2010

Aiuti e opere di ricostruzione

A seguito del terremoto di Haiti del 2010 la comunità internazionale si mobilitò anche con il G20, promettendo aiuti immediati. La Croce Rossa internazionale e molte onlus di tutto il mondo cercarono di soccorrere feriti e terremotati. Si scavò anche con le mani per rimuovere le macerie, nei casi migliori con l’assistenza di cani, alla ricerca delle persone intrappolate sotto gli edifici crollati. Secondo la Croce Rossa tre milioni di persone su una popolazione di poco più di nove non avevano più un’abitazione o erano rimaste ferite.

 

Popolazione colpita dal terremoto di Haiti

L’incertezza di queste stime si dovette al fatto che la popolazione, vivendo nella maggioranza dei casi in povertà economica, non aveva mezzi per soccorrere ed effettuare ricerche, se non a mani nude e con l’aiuto dei cani, nonostante la mobilitazione di molti altri Paesi che avevano fornito gli aiuti provvisori e fondamentali per la momentanea condizione degli sfollati. Anche l’Italia si mosse in fretta inviando, a 26 ore dal disastro, le prime squadre formate da personale della Protezione civile, Vigili del Fuoco, Croce Rossa ed Esercito.

In questi anni la ricostruzione è andata avanti, ma solo una parte degli aiuti promessi è finita ad Haiti, mentre l’attenzione mediatica si è esaurita. In alcuni casi si sta ancora lavorando per risistemare strade ed edifici.

 

Popolazione colpita dal terremoto di Haiti

Quella del terremoto di Haiti del 2010 fu una catastrofe che, per numero di morti, è seconda solo al sisma dello Shaanxi che, nel 1556, distrusse una provincia cinese. La popolazione haitiana, la più povera dell’emisfero occidentale, convive ancora oggi con gli enormi danni fisici, economici e psicologici causati dal sisma.

 

Fonti:

Fonte 1          Fonte 2

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