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Il terremoto di Amatrice del 2016

Il 24 agosto 2016, con il terremoto di Amatrice, è iniziata una sequenza sismica, definita dall’INGV sequenza sismica Amatrice-Norcia-Visso, durata fino al mese di gennaio 2017, che ha colpito 140 comuni del Centro Italia.

 

Il terremoto di amatrice del 24 agosto 2016

La prima forte scossa del terremoto, di magnitudo di 6.0, è avvenuta il 24 agosto 2016, alle ore 3:36, con epicentro situato lungo la Valle del Tronto, tra i comuni di Accumoli (RI) e Arquata del Tronto (AP). L’estensione territoriale delle faglie attivate in quella notte, è stata particolarmente funesta, coinvolgendo un’area di circa 8000 km quadrati e circa 600.000 persone.

Due potenti repliche si sono verificate il 26 ottobre 2016, con epicentri al confine umbro-marchigiano, tra i comuni della provincia di Macerata di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera (la prima scossa alle 19:11 con magnitudo 5.4 e la seconda alle 21:18 con magnitudo 5.9).

Il 30 ottobre 2016 è stata registrata la scossa più forte, di magnitudo momento 6.5, con epicentro tra i comuni di Norcia e Preci, in provincia di Perugia. Il 18 gennaio 2017 è avvenuta una nuova sequenza di quattro forti scosse di magnitudo superiore a 5, con massima pari a 5.5, ed epicentri localizzati tra i comuni aquilani di Montereale, Capitignano e Cagnano Amiterno.

Il sisma e le scosse di replica sono stati avvertiti in gran parte dell’Italia centrale e in parte dell’Italia settentrionale.

Il terremoto di Amatrice del 2016 si è verificato in un’area sismologica molto attiva dell’Italia centrale che comprende anche L’Aquila, colpita dal terremoto del 6 aprile 2009 (Mw 6.3), oltre alle Marche e all’Umbria stessa, che subirono il terremoto del 26 settembre 1997 (Mw 6.0).

 

Terremoto di Amatrice-Norcia-Visso, 2016


Quali furono gli effetti e i danni provocati dal terremoto di Amatrice del 2016?

24 agosto 2016

La scossa del 24 agosto, di magnitudo 6,0, distrusse i comuni di Amatrice (RI), Accumoli (RI) e Arquata del Tronto (AP), con le relative frazioni, in particolare Pescara Del Tronto, frazione di Arquata, che fu completamente rasa al suolo. Diversi furono crolli e lesioni anche in molti comuni circostanti, compresi sempre tra le province di Rieti e Ascoli Piceno.

Il terremoto ha causato anche vasti danneggiamenti al patrimonio culturale della zona. Ad Amatrice la via principale del corso umbertino è diventata il simbolo della devastazione della scossa del 24 agosto: soltanto la torre civica con la campane è rimasta in piedi, assieme alla chiesa di Sant’Agostino, alle porte del centro, benché con la facciata parzialmente crollata. Ad Accumoli ci sono stati vari crolli nel centro storico, tra i quali quello più gravoso del campanile della chiesa parrocchiale.

La protezione civile riporta che le vittime sono state 299, mentre sono state estratte vive dalle macerie 238 persone (alcune delle quali sono decedute in seguito), 215 dai Vigili del Fuoco e 23 dal Soccorso Alpino nazionale e della Guardia di Finanza. I feriti portati in ospedale sono stati 388.

Questo insieme di eventi ha provocato in tutto circa 41 000 sfollati, 388 feriti e 303 morti, dei quali 3 morirono per via indiretta.

 

Terremoto di Amatrice, 2016

Terremoto di Amatrice, 2016

26 ottobre 2016

Il 26 ottobre 2016 le due maggiori scosse di 5.4 e 5.9 hanno causato gravi danni ai comuni di Castelsantangelo sul Nera, Visso, in cui crollarono di alcune case al centro, Ussita, dove crollarono diverse chiese. Anche i comuni limitrofi presentarono importanti danni.

 

30 ottobre 2016

La scossa del 30 ottobre ha creato danni gravissimi al patrimonio artistico e infrastrutturale di Norcia, come l’esondazione del fiume Nera. Il simbolo dei danni di Norcia è la rovina quasi totale della Basilica di San Benedetto, di cui resta in piedi solo la facciata, così come le mura medievali, la Cattedrale e la Chiesa di Sant’Andrea di Campi. A causa delle frequenti scosse di terremoto, ad Amatrice vengono prodotti nuovi danni, come il collasso del palazzo municipale. Anche un lato della chiesa di Sant’Agostino crolla. Con la scossa del 30 ottobre, inoltre, viene danneggiato l’Ospedale “Vittorio Emanuele II” di Amandola, già danneggiato dalla scossa del 24 agosto, è dichiarato inagibile con la conseguente evacuazione e chiusura.

 

 

La Basilica di San Benedetto di Norcia dopo il terremoto, 31 ottobre 2016

Terremoto di Norcia, 2016

18 gennaio 2017

Il sisma del 18 gennaio 2017, ha creato danni contenuti nei comuni di Montereale, Campotosto, Capitignano, Cortino e Valle Castellana. Campotosto è risultato il comune più colpito, con il crollo della torretta del palazzo municipale degli anni ’50 e danni alla facciata della chiesa parrocchiale, già lesionata dal terremoto del 2009 e mai restaurata. Alcuni capannoni e rimesse di campagna sono crollate a Castel Castagna, dove si è registrata l’unica vittima del sisma uccisa dal crollo della sua stalla, complice il peso delle abbondanti nevicate avvenute in quei giorni. È considerato probabile (ma non dimostrato) che il terremoto abbia indirettamente provocato una slavina staccatasi dal Gran Sasso, in Abruzzo, la quale ha completamente distrutto un hotel a Rigopiano, nota località turistica del comune di Farindola, in provincia di Pescara, causando 29 morti e 11 feriti. All’Aquila invece non sono stati registrati danni. Ad Amatrice crolla definitivamente il campanile della chiesa di Sant’Agostino.

 

Hotel Rigopiano sommerso dalla valanga

L’hotel Rigopiano distrutto dalla valanga, 2017


Come è stata gestita l’emergenza e quali sono state le opere di ricostruzione dopo il terremoto di Amatrice del 6 aprile 2009?

I primi soccorsi sono arrivati sui luoghi del sisma già a poche ore dalla scossa del 24 agosto, seppur con un certo ritardo nel raggiungere le frazioni più isolate a causa dei numerosi ponti crollati e delle strade ostruite dalle macerie. Il giorno seguente il numero totale di soccorritori messi in campo ammontava a 5 400 unità.

Il coordinamento nazionale della Protezione Civile è avvenuto inizialmente a Roma tramite il Comitato Operativo, e dal 28 agosto tramite la Direzione di comando e controllo (DI.COMA.C) istituita a Rieti, nell’edificio dell’INPS adiacente alla Questura.

Nella gestione della ricostruzione, il governo italiano ha scelto sin dall’inizio di allontanarsi da una gestione centralizzata e di fare ricorso alle ordinarie procedure amministrative, decentrando le decisioni nei territori. Una forte richiesta dei sindaci dei paesi colpiti è stata quella di ricostruire i centri abitati dove erano, evitando la costruzione di new town per l’alloggiamento degli sfollati.

Tuttavia, nei mesi seguenti, i sindaci del cratere hanno denunciato la presenza di un’eccessiva burocrazia che ha rallentato la ricostruzione. A dieci mesi dalla prima scossa, infatti, erano state consegnate solo 400 “casette” (S.A.E., soluzioni abitative d’emergenza) sulle 3 800 richieste, mentre più del 90% delle macerie attendeva ancora di essere rimosso.

All’inizio del 2018, secondo i dati della protezione civile, sono state consegnate ai sindaci 1 871 casette.

 

Macerie del terremoto di Amatrice

Macerie di edifici crollati durante il terremoto del 2016-2017

 

Inchieste giudiziarie

Il giorno successivo al 24 agosto 2016, la procura di Rieti ha aperto un’indagine relativa al crollo di circa 70 edifici, tra cui ad Amatrice la scuola “Romolo Capranica”, l’hotel Roma e due case popolari, e ad Accumoli il campanile che è crollato su una casa uccidendo la famiglia che vi abitava. L’inchiesta, che ipotizza il reato di disastro colposo e omicidio colposo, ha il compito di far luce sugli interventi di miglioramento sismico effettuati su alcuni degli edifici con i fondi stanziati in seguito ai terremoti del 1997 e del 2009. Il primo processo per i crolli verificatisi ad Amatrice la notte del 24 agosto 2016, si è concluso in primo grado l’8 settembre 2020. Il Tribunale di Rieti ha condannato tutti gli imputati per il crollo delle case popolari di Amatrice sotto le cui macerie furono rinvenuti i corpi di 18 persone.

Azioni di solidarietà

Il Dipartimento della Protezione Civile con gli operatori telefonici, a poche ore dal sisma, ha attivato il numero 45500 a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto, che è stato utilizzato anche durante le successive scosse di ottobre. Tramite bonifici, inoltre, sono stati raccolti dalla Protezione Civile 8,6 milioni di euro. Parallelamente è stata lanciata la raccolta fondi «Un aiuto subito – Terremoto Centro Italia 6,0». Dopo il terremoto si sono organizzate altre raccolte fondi come «La Rinascita ha il cuore giovane», promossa da Legambiente e numerosi partner con lo scopo di aiutare i giovani imprenditori colpiti dal sisma nella fase di ripresa delle loro attività.

 

Terremoto di Amatrice, 2016

“È importante ricordare i terremoti, perché il nostro cervello tende invece a voler rimuovere il ricordo delle tragedie, mentre invece la memoria di questi eventi terribili ci aiuta a porre in essere tutte le possibili strategie difensive dagli eventi futuri che inevitabilmente torneranno.”

Carlo Doglioni, Presidente dell’INGV

 

Fonti:

Fonte 1             Fonte 2           Fonte 3

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