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Giornata Nazionale del Gatto. È vero che sentono prima i terremoti?

Prevedere l’arrivo di un terremoto sarebbe un’impresa incredibile e potrebbe salvare molte vite.

Nel corso del tempo si sono diffuse molte credenze sul fatto che gli animali, specialmente i gatti, potessero avvertire i terremoti con anticipo. Ma è vero che questi animali possono prevedere gli eventi sismici?

Oggi, 17 febbraio, Giornata Nazionale del Gatto, celebriamo l’elegante felino e compagno di vita dell’uomo, cercando di rispondere a questa domanda.

Giornata Nazionale del Gatto.

È vero che sentono prima i terremoti?

Secondo ipotesi di esperti, i gatti hanno una sensibilità speciale per i campi magnetici terrestri e sono in grado di sentire minimi tremori, non percettibili dagli esseri umani, che si verificano poco prima di una scossa di terremoto di intensità maggiore.

Helmut Tributsch, scienziato tedesco, ha condotto uno studio sulla correlazione tra il comportamento degli animali e i terremoti pubblicato nel libro ‘I profeti del terremoto’ del 1900, in cui sosteneva che gli animali potrebbero rilevare un flusso di ioni – aria caricata elettricamente – creato dall’attrito delle piastre sotterranee della Terra che si sfregano insieme appena prima del verificarsi di un terremoto, poiché hanno superfici corporee più secche degli umani, quindi più sensibili alle cariche elettrostatiche che precedono gli eventi sismici.

Helmut Tributsch, I profeti del terremoto, 1900

Un’altra ricerca, condotta dal geologo statunitense Jim Berkland tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, ha permesso di predire due terremoti in California rintracciando gli annunci di animali domestici smarriti, specialmente gatti, sui giornali. La teoria di Berkland era che i gatti che sapevano con anticipo che si sarebbe verificato un terremoto e sarebbero scappati di casa per sfuggire alla catastrofe, sebbene non ci fosse nessuna evidenza scientifica che dimostrasse questa ipotesi.

I gatti sentono davvero i terremoti in anticipo?
Nel giugno 2018 ha fatto il giro del web un video che documenta lo strano comportamento di una comunità di gatti che si trovavano al Cat Café di Osaka, in Giappone.

Nel video si vedono molti felini che da un momento all’altro iniziano a muoversi contemporaneamente, come se qualcosa li avesse spaventati: alcuni alzano la testa di scatto, altri si rizzano in pedi o si spostano nella stanza. Circa dieci secondi dopo la stanza inizia a tremare fortemente, i lampadari e alcuni mobili oscillano, si sentono rumori di oggetti che sbattono. Si tratta di una scossa di terremoto che ha appena colpito la città di Osaka.

Cosa ha spaventato i gatti ancor prima della scossa di terremoto? Hanno avvertito qualche fenomeno precursore dell’evento sismico?
Il blog ingvterremoti.com ha studiato il caso per provare a dare una risposta a questo quesito, attraverso un calcolo matematico, che riportiamo di seguito.

Guardando il video si nota che i gatti alzano la testa e iniziano a muoversi alle 07:58:48. Il terremoto ha avuto origine alle 07:58:35, 13 secondi prima. I gatti alzano la testa esattamente in corrispondenza di un rumore secco nella stanza; potrebbe quindi essere stato un semplice rumore improvviso ad averli allertati, ma in realtà vediamo che essi continuano a restare vigili anche durante i secondi successivi.

Potrebbe essere che i gatti abbiano sentito le onde P?

Le onde P (Primarie) sono onde compressionali, dette anche onde longitudinali o onde primarie. Sono le più veloci fra le onde generate da un terremoto e dunque le prime che vengono avvertite da una stazione sismica.

Ecco il calcolo che si può fare: abbiamo un’onda P dopo 13 secondi e una S dopo 23 secondi dal tempo origine dal terremoto. Se assumiamo una velocità media delle onde P nella crosta pari a 6 km/s otteniamo una distanza dall’ipocentro di 78 km (6 km/s x 13 s).

Vediamo le onde S: assumendo una velocità delle onde S pari a quella delle onde P diviso 1.78 (come da manuale) otteniamo: 6/1.78 = 3.37 km/s. Moltiplicando questa velocità per il tempo di tragitto (in questo caso 23 secondi) otteniamo: 3.37 km/s x 23 s = 77.5 km.

Le onde P (primarie, longitudinali) e le onde S (trasversali).

I due momenti di “attenzione” dei gatti potrebbero corrispondere all’arrivo delle onde P e delle onde S. Siccome la distanza tra il Cat Café rispetto all’epicentro del terremoto è di 77.5 chilometri, possiamo quindi credere che i mici siano stati spaventati inizialmente perché hanno avvertito l’onda P del terremoto, che ha impiegato circa 13 secondi per raggiungere il Cat Café.

Se i gatti si siano davvero allarmati per le vibrazioni o per il rumore prodotto da qualcosa che veniva spostato dall’arrivo dell’onda sismica, non lo possiamo sapere, come non possiamo affermare con certezza che siano in grado di avvertire le onde P o addirittura avvertire il terremoto in anticipo. Quel che è certo è che questi bellissimi animali vanno amati, celebrati e rispettati ogni giorno per tutto l’affetto che sono in grado di donarci.

Fonte: INGV terremoti

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