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Dissipatori sismici passivi e attivi: come funzionano e quali sono le differenze

Installa. Proteggi. Monitora.

In caso di sisma tutelare gli edifici, oltre che l’incolumità delle persone, è fondamentale per garantire la continuità di utilizzo delle strutture anche in seguito alle scosse, limitando gli eventuali danneggiamenti e riprendendo nel più breve tempo possibile le normali attività.

Come si può procedere per proteggere in maniera efficace i fabbricati? Vediamolo confrontando le due principali tipologie di sistemi utilizzati: dissipatori sismici passivi e dissipatori sismici attivi.

Qual è la differenza tra i dissipatori sismici passivi e i dispositivi sismici attivi come I-Pro 1?

Come dice il nome stesso, i dissipatori sismici passivi sono sistemi che assorbono passivamente l’energia liberata dal terremoto. Queste soluzioni possono essere installate in diverse posizioni, all’interno della struttura o all’esterno dell’edificio.

Al contrario, i sistemi come il dispositivo antisismico attivo I-Pro 1 rispondono al sisma in modo intelligente e dinamico, rilevando il movimento dell’edificio e sviluppando una forza di segno opposto per limitarne lo spostamento. Si installano direttamente sul tetto del fabbricato, senza necessità di particolari lavori.

I dissipatori passivi si limitano quindi a mitigare l’azione sismica smorzando le oscillazioni dell’edificio con aggiunta di rigidezza, mentre I-Pro 1 mette in atto una protezione sismica continuativa, grazie ai sensori installati sull’edificio, ed è in grado di intervenire solo quando è necessario.

I‑Pro 1 sfrutta sensori accelerometrici, analogici per il monitoraggio dinamico del fabbricato in continuo. In questo modo, il computer centrale collegato ad I‑Pro 1 registra ed elabora in tempo reale i dati dell’edificio e definisci la quantità di forze che deve erogare per minimizzarne l’oscillazione. Gli algoritmi ISAAC permettono di processare con il massimo grado di accuratezza i dati direttamente On-Edge.

Sistemi sismici passivi: cosa sono, come funzionano e quali tipi esistono

Come abbiamo già accennato, i dissipatori passivi funzionano assorbendo l’energia sismica che viene trasmessa dal terreno al fabbricato, limitando l’escursione in campo elastico della struttura.

I tipi principali di dissipatori sismici passivi sono tre:

  • dissipatori isteretici (dispositivi che sfruttano la plasticizzazione di elementi in acciaio di forma opportuna, progettata per garantire un comportamento ciclico stabile)
  • dissipatori sismici viscosi (dispositivi cilindro/pistone in cui la laminazione di un fluido siliconico attraverso un idoneo circuito idraulico permette la dissipazione di energia)
  • dissipatori a massa accordata (costituiti da un sistema massa/molla/dissipatore che viene sintonizzato per entrare in risonanza alla frequenza di disturbo e quindi dissipare l’energia che viene trasferita dalla struttura al dispositivo stesso).

 

Integrare sistemi sismici passivi e attivi

Viste le caratteristiche e le differenze tra i dissipatori passivi e attivi, quale sistema scegliere per proteggere un edificio? Il differente funzionamento e la diversa collocazione dei dispositivi permettono di poter utilizzare queste soluzioni insieme nello stesso fabbricato.

In tal modo si aumenta la resistenza ad un eventuale sisma, combinando una risposta attiva e passiva dell’edificio alle sollecitazioni. Il dispositivo I-Pro 1 è indicato per edifici in cemento armato e acciaio e trova quindi applicazione in questo tipo di strutture.

I-Pro 1

I-Pro 1

I-Pro 1 è la tecnologia attiva intelligente per la protezione sismica di edifici esistenti.

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