La classificazione sismica degli edifici è un passaggio fondamentale per comprendere la vulnerabilità strutturale e definire le priorità di intervento. Grazie a questa classificazione è possibile stimare il grado di esposizione di un edificio al rischio sismico, promuovere azioni di miglioramento e accedere a incentivi previsti dalle normative.
In questo articolo vedremo come si determina la classe di rischio sismico, quali sono i metodi previsti e il ruolo della valutazione di vulnerabilità.
Cos’è la classificazione sismica degli edifici
Con l’entrata in vigore del D.M. n. 58 del 28 febbraio 2017, sono state introdotte le Linee Guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni, che definiscono i criteri per attribuire agli edifici una specifica classe di rischio sismico. Le Linee Guida definiscono otto Classi di Rischio Sismico, con rischio crescente dalla A+ (minimo) alla G (massimo).
La classe di un edificio rappresenta il livello di rischio derivante dalla combinazione di due parametri principali:
- PAM (Perdita Annuale Media attesa): misura la perdita economica media annuale associata ai danni sismici, espressa come percentuale del costo di ricostruzione (CE) dell’edificio.
- IS-V (Indice di Sicurezza per la Vita): è il rapporto tra la capacità della struttura e la domanda prevista dalle Norme Tecniche per le Costruzioni.
Le linee guida introducono anche un approccio innovativo alla valutazione del rischio sismico delle costruzioni esistenti, basato su due indicatori: la salvaguardia della vita umana e la stima delle perdite economiche dirette e indirette.
Come si determina la classe di rischio sismico
Per determinare la classe di rischio sismico di un edificio si possono usare due metodi:
- Metodo semplificato: basato su valutazioni indicative relativamente a soli edifici in muratura attraverso l’uso di tabelle qualificative.
- Metodo convenzionale: basato sull’indicatore di rischio sismico definito dalle Norme Tecniche. È il metodo di riferimento.
Nel caso di un edificio esistente, è sufficiente eseguire la verifica strutturale per calcolare gli indicatori di rischio sismico. Una volta ottenuti questi valori, si procede confrontandoli con la tabella normativa, determinando la classificazione IS-V. Successivamente, si calcola la classificazione PAM e la classe sismica finale del fabbricato corrisponde alla più bassa tra le due.
Situazioni particolari nella determinazione della classe sismica
Talvolta si possono presentare alcuni casi particolari, nei quali la determinazione della classe di rischio sismico richiede alcune considerazioni differenti. Eccone alcuni:
- Edifici non verificati ai carichi verticali: la verifica di vulnerabilità sismica risulta nulla, quindi il parametro PAM non è calcolabile e l’edificio viene automaticamente collocato nell’ultima classe di rischio sismico.
- Tempo di ritorno inferiore ai 30 anni (valore minimo previsto dalle NTC 2018): i valori di accelerazione si calcolano con un metodo differente, cioè la regressione di potenza secondo quanto proposto da ReLUIS (2008).
- Interventi di demolizione e ricostruzione: per accedere al Sismabonus è necessario dimostrare il miglioramento di una o più classi di rischio sismico. Per farlo bisogna calcolare la classificazione sismica sull’edificio in fase di costruzione, applicando gli stessi principi previsti per le costruzioni esistenti.
Differenza tra zone sismiche e classificazione sismica degli edifici
Spesso si tende a confondere la classificazione in zone sismiche, con quella degli edifici, ma sono due concetti ben distinti. Le zone sismiche sono una classificazione del territorio, stabilita dalle regioni sulla base della pericolosità sismica locale e indicano la probabilità che un’area venga colpita da terremoti di diversa intensità. Le zone sismiche sono quattro: la zona 1 è la più pericolosa e la 4 la meno.
La classificazione sismica degli edifici si concentra, invece, sul comportamento del singolo fabbricato in caso di sisma. Valuta la sua vulnerabilità strutturale e assegna una classe di rischio in funzione delle capacità di resistere alle sollecitazioni e alle perdite economiche conseguenti.
Avere chiara questa differenza è fondamentale, in quanto un edificio potrebbe trovarsi in una zona a bassa pericolosità, ma essere strutturalmente molto vulnerabile.
Perché la classificazione sismica è importante
Calcolare e conoscere la classificazione sismica di un edificio è estremamente importante per pianificare in modo consapevole eventuali interventi di miglioramento strutturale in caso di terremoto. La classificazione sismica consente infatti di valutare in modo oggettivo la vulnerabilità di una costruzione, stimando i possibili danni sia dal punto di vista della salvaguardia delle persone, sia da quello economico.
Disporre della classificazione sismica di un edificio permette di:
- Stabilire le priorità di intervento.
- Accedere a incentivi fiscali.
- Supportare decisioni tecniche e amministrative.
- Promuovere la prevenzione sismica.
Dunque, questa classificazione rappresenta uno strumento di responsabilità, che permette a professionisti, enti pubblici e cittadini di operare scelte più sicure.
Dalla classe di rischio alla sicurezza reale: ISAAC antisismica
Conoscere la classificazione sismica di un edificio è quindi il primo passo per pensare al raggiungimento della sicurezza sismica strutturale. In questo contesto, ISAAC antisismica offre soluzioni tecnologiche avanzate che permettono di incrementare concretamente la sicurezza di edifici esistenti, nel caso in cui si trovino in una classe sismica bassa o si tratti di fabbricati datati e fragili. Quando c’è una maggiore probabilità di subire danni significativi in caso di terremoto, è necessario pensare a interventi mirati di riduzione del rischio sismico. Le soluzioni proposte da ISAAC antisismica sono progettate proprio per incrementare la sicurezza strutturale in modo efficace, non invasivo e tecnologicamente avanzato. Attraverso l’installazione del sistema Active Mass Damper (AMD) è possibile:
- Ridurre le oscillazioni dell’edificio durante un sisma.
- Preservare la funzionalità e la sicurezza anche dopo un evento sismico.
- Evitare interventi strutturali invasivi.
Grazie a queste tecnologie si trasforma la prevenzione sismica in un processo concreto e accessibile.


