Miglioramento sismico senza fermare un ospedale: la testimonianza dell’ing. Gianfranco Visconti

 

Miglioramento sismico senza fermare un ospedale: la testimonianza dell’Ing. Gianfranco Visconti

 

Mettere in sicurezza un ospedale è un’operazione complessa che coinvolge persone, processi e continuità operativa. A differenza di altri edifici, una struttura sanitaria non può fermarsi e ogni scelta progettuale deve confrontarsi con un vincolo fondamentale: garantire la piena funzionalità durante tutte le fasi dei lavori.

Da questa esigenza nasce la scelta della tecnologia ISAAC per il progetto di miglioramento sismico del Policlinico San Martino di Genova, un caso concreto che rappresenta un punto di svolta nell’approccio alla sicurezza strutturale in ambito sanitario.

In questo contesto, l’Ing. Gianfranco Visconti, ingegnere strutturista del progetto di miglioramento sismico del Policlinico San Martino di Genova, racconta il cambio di prospettiva nell’affrontare il rischio sismico negli edifici complessi.

 

Miglioramento sismico: Il cambio di approccio

 

Nel racconto dell’Ing. Visconti emerge un passaggio chiave per l’ingegneria antisismica contemporanea: ripensare il problema alla radice.

“Il vero tema non era solo intervenire sulla struttura, ma farlo senza compromettere ciò che quell’edificio rappresenta. Un intervento tradizionale avrebbe comportato il rifacimento o il consolidamento delle sezioni strutturali, con il totale o quasi totale sgombero dell’edificio.”

È un cambio di paradigma. Non si interviene più solo sulla capacità di resistere dell’edificio, ma sul suo comportamento dinamico. Ridurre le sollecitazioni significa agire a monte del danno, intervenendo sulle cause e non solo sugli effetti.

In questo approccio si inserisce la tecnologia Active Mass Damper, che permette di adattare la risposta dell’edificio in tempo reale, senza modificarne la struttura e senza interromperne l’utilizzo. Una logica coerente con una visione più evoluta della sicurezza sismica continua, misurabile e integrata nella vita dell’edificio.

Tempo, costi e impatto: una valutazione sistemica

 

Un altro aspetto centrale riguarda la gestione dei tempi.

“L’adeguamento della struttura con metodi tradizionali avrebbe comportato l’intero rifacimento o consolidamento delle sezioni strutturali dell’edificio per resistere alle azioni conseguenti al sisma. Ovviamente una cosa di questo genere avrebbe richiesto il parziale o totale sgombero della struttura con le conseguenze che uno può ben immaginare sia dal punto di vista del servizio, dei costi e dei tempi.”   

Nel caso del Policlinico San Martino, è stata invece adottata una strategia completamente diversa: intervenire in modo selettivo, lavorando su porzioni dell’edificio compatibili con le attività ospedaliere.

Ridurre l’impatto significa quindi ridurre non solo la durata dei lavori, ma anche i costi indiretti, i rischi organizzativi e le criticità legate alla gestione delle attività sanitarie.

“Invece di seguire una tempistica che avrebbe previsto lo svuotamento dell’ospedale, l’esecuzione degli interventi e la successiva ricostruzione dell’ambiente ospedaliero, si è scelto di operare in modo mirato, intervenendo solo su porzioni che non interferivano con le attività. Questo ha consentito di dimezzare i tempi complessivi, non solo per quanto riguarda l’esecuzione diretta dei lavori, come il posizionamento degli AMD di ISAAC e il controventamento delle strutture, ma considerando anche le tempistiche necessarie per svuotare e ripristinare l’ospedale.”

Un progetto che evolve: il valore della co-progettazione

 

Un altro elemento distintivo dell’esperienza è il metodo progettuale adottato. Non un processo lineare e chiuso, ma un sistema aperto, iterativo e collaborativo. La modellazione avanzata ha avuto un ruolo centrale, non solo come strumento di verifica, ma come supporto decisionale.

“Sono stati sviluppati modelli che simulavano il comportamento dell’edificio e hanno permesso di tarare numero e posizione delle macchine. La collaborazione si è sviluppata su uno schema continuo di domanda e risposta, il che ci ha permesso di riuscire a spostare alcune macchine per rispondere a necessità ospedaliere.” 

 

 

Verso una nuova cultura della sicurezza sismica

 

L’esperienza del Policlinico San Martino racconta qualcosa di più di un singolo intervento.

Racconta un’evoluzione nel modo di pensare la sicurezza sismica: da intervento invasivo e straordinario a processo continuo, intelligente e compatibile con la vita degli edifici.

Vuoi proteggere un ospedale senza fermarlo? Se stai affrontando un intervento su una struttura sanitaria o vuoi approfondire le soluzioni per l’adeguamento sismico senza interruzioni operative