Adeguamento sismico dell’Ospedale San Martino: la testimonianza del RUP Gabriele Guerzoni

 

 

Adeguamento sismico dell’Ospedale San Martino: la testimonianza del RUP Gabriele Guerzoni

Mettere in sicurezza un ospedale senza interrompere le attività sanitarie non è solo una sfida tecnica: è una responsabilità concreta verso pazienti, personale e continuità delle cure.

A raccontarlo è Gabriele Guerzoni, ingegnere della struttura tecnica e Responsabile Unico del Progetto (RUP) per gli interventi di adeguamento sismico del Policlinico San Martino di Genova. La sua esperienza offre uno sguardo diretto su cosa significhi gestire un progetto ad alta complessità e quali strumenti siano davvero necessari per affrontarlo.

Adeguamento sismico in ospedale: una sfida tra sicurezza e continuità operativa

L’intervento di adeguamento sismico del Policlinico San Martino parte da una condizione chiara: operare su una struttura sanitaria complessa, dove ogni scelta tecnica deve garantire la continuità delle attività cliniche.

In questo scenario, il ruolo del RUP diventa particolarmente delicato. Non si tratta solo di coordinare un intervento strutturale, ma di farlo senza interferire con un sistema che deve rimanere sempre operativo.

Come spiega Guerzoni:

“Mi sono occupato, come Responsabile Unico del Progetto, degli interventi di messa in sicurezza dei padiglioni Monoblocco e Specialità dell’ospedale Policlinico San Martino, un ospedale estremamente complesso per le attività sanitarie svolte.”

Per un RUP, questo si traduce in una responsabilità precisa: ogni decisione tecnica ha un impatto diretto sulla qualità e continuità delle cure.

Il vincolo principale: mettere in sicurezza senza fermare l’ospedale

Uno degli aspetti più critici dell’adeguamento sismico in ambito sanitario riguarda le modalità di intervento.

Le soluzioni tradizionali sono spesso invasive: comportano lavori strutturali complessi, interferenze con gli spazi interni e, in molti casi, la sospensione temporanea delle attività.

Per questo motivo, nella scelta tecnologica, il criterio decisivo è stato uno: garantire la sicurezza sismica senza interrompere le attività sanitarie.

“Abbiamo scelto ISAAC attraverso una gara ad evidenza pubblica, ma soprattutto perché il sistema degli smorzatori attivi ha dato la possibilità di non sospendere le cure e le attività sanitarie.”

 

Validazione dei modelli: dall’analisi teorica ai dati reali

Un elemento centrale del progetto è stato il processo di validazione dei modelli strutturali.

I padiglioni Monoblocco e Specialità sono stati analizzati attraverso:

  • modellazione numerica
  • prove sperimentali in situ

Sono stati installati sensori accelerometrici sugli edifici e, tramite una macchina ISAAC in scala ridotta, sono state rilevate le risposte dinamiche reali delle strutture.

Guerzoni sottolinea l’importanza di questo passaggio:

“Una delle parti che mi ha affascinato di più durante le fasi di progettazione è stata la verifica dei modelli calcolati informaticamente con prove pratiche sui padiglioni. Sono stati posizionati sensori e, attraverso una macchina miniaturizzata ISAAC, sono state rilevate le frequenze di oscillazione delle strutture, poi confrontate con i modelli matematici.”

Questo approccio consente di ridurre l’incertezza progettuale e di prendere decisioni basate su dati reali, non solo su simulazioni.

Sicurezza sismica e sanità: un nuovo approccio possibile

L’intervento al Policlinico San Martino rappresenta un modello concreto per l’adeguamento sismico in ambito sanitario.

Oggi la sicurezza sismica non deve più essere vista come un compromesso tra protezione e operatività, ma come una sintesi tra:

  • ingegneria
  • dati
  • responsabilità gestionale

In contesti complessi come gli ospedali, ogni scelta progettuale deve garantire:

  • continuità delle attività
  • controllo del processo
  • affidabilità delle soluzioni

Per questo, le tecnologie capaci di integrarsi nell’edificio senza interromperne il funzionamento stanno diventando il nuovo standard.

 

 

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